Grazia – Perù – dicembre 2016

Nel complesso è andata bene, a parte inconvenienti dovuti all’altitudine, che hanno colpito un po’ tutti. Gli alberghi erano buoni, ed anche i trasporti. L’organizzazione del viaggio era affidata a diverse guide, e tra queste una lasciava a desiderare, la sig.ra Elisabetta, la guida di Arequipa. Descrivo i fatti: all’aeroporto di Arequipa, già si dimostrava un po’ seccata perché l’aereo aveva ritardato di circa 20 minuti, ed ha cominciato a dire che, se acconsentivamo, potevamo fare tutte le visite nella mattinata senza pausa pranzo. Di fronte al silenzio del gruppo, ha detto che ne avremmo parlato dopo. Ha proseguito con la visita della chiesa dei gesuiti e dei 2 chiostri adiacenti in maniera alquanto sbrigativa, e poi al monastero di S. Catalina ha riproposto di terminare le visite in mattinata, chiedendo chi era d’accordo. La maggioranza era contraria, e allora la guida del monastero le è venuta in soccorso proponendoci di pranzare al bar del Monastero. Abbiamo accettato. Il risultato è stato un’attesa di 40 minuti per pranzare al Monastero (era un piccolo locale e non erano attrezzati per un gruppo) e una visita accelerata del Monastero. Dopodiché la sig.ra Elisabetta ci ha portati all’ingresso del museo ove è esposta la mummia Juanita, ci ha consegnato la mappa di Arequipa indicandoci eventuali attività pomeridiane, e se ne è andata dicendo che la visita della cattedrale di Arequipa l’avremmo fatta il giorno dopo di mattina presto, perché altrimenti ci avrebbero chiesto di pagare un biglietto e lei non trovava giusto pagare per entrare in una chiesa. Io ho visitato per conto mio la cattedrale il pomeriggio e non mi hanno chiesto alcun pagamento. La mattina successiva è stata fatta la visita della cattedrale nel frattempo che i facchini caricavano le nostre valigie sul pullman, e ci siamo diretti verso Puno. Abbiamo fatto 2 soste “idrauliche” di 20 minuti, ma non ci ha permesso di pranzare, perché secondo la sig.ra Elisabetta non c’erano posti adatti (eppure siamo passati per una città piena di ristoranti). Siamo arrivati a Puno alle 16, è scesa dal pullman solo per avvertire la reception che due persone avevano dimenticato il passaporto nel precedente albergo, e se ne è andata senza neppure aspettare che ci consegnassero le chiavi delle stanze. Per fortuna l’albergo ci ha permesso di pranzare al ristorante nonostante l’ora, altrimenti avremmo dovuto aspettare la sera. L’albergo infatti si trova fuori della città di Puno e non c’erano alternative.

Per quanto riguarda invece il costo del transfer dal museo Larco all’albergo Josè Antonio, che  mi era stato proposto per 65 €, e che io ho rifiutato preferendo l’alloggio presso l’hotel Costa del Sol Wyndham di fronte l’aeroporto, mi sono informata dall’ultima guida, la sig.ra Fulvia, tra l’altro la guida più preparata che abbiamo avuto, e mi ha detto che quel transfer costa 45-50 sol con auto dell’agenzia (circa 15 €) e 25 sol con il taxi. Per altri due partecipanti che alloggiavano l’ultima notte al Josè Antonio infatti è stato chiamato un taxi. Credo quindi che qualcuno ci abbia provato a prendersi una lauta mancia. Comunque al Costa del Sol sono stata benissimo: l’albergo è perfetto e c’era addirittura l’uso di saune, piscina e jacuzzi compresi nel prezzo, quindi è andata meglio così.

Saluti

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